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21 maggio 2011

WAHEEDA REHMAN



Waheeda Rehman nacque il 14 maggio del 1936 a Chengalpattu (Tamil Nadu), e non a Hyderabad, come viene spesso erroneamente indicato. Ad Hyderabad, nell'industria cinematografica Telugu, l’attrice debuttò con due titoli consecutivi e conobbe anche un Guru Dutt ancora agli esordi in cerca di un nuovo volto per la dark lady del suo film in produzione.
Waheeda voleva diventare medico ma un’infezione ai polmoni la tenne lontana dagli studi per troppo tempo. In seguito alla morte del padre, la ragazza, esperta danzatrice di bharatnatyam, tentò la carriera cinematografica e venne lanciata nella pellicola Jayasimha (1955). Il suo numero di danza folk in Rajulu Maravy, girato lo stesso anno, divenne in poco tempo molto popolare. Il volto ammaliante e il suo magnetismo catturarono l’attenzione dell’allora coreografo e debuttante regista Guru Dutt: l'uomo restò così affascinato da lei da considerarla tempestivamente la sua musa. La loro collaborazione professionale durò per oltre sei anni e regalò al pubblico film indimenticabili, come il capolavoro Pyaasa.
Fu Guru Dutt, sempre più convinto della straordinarietà della donna, a portarla a Mumbai per il debutto a Bollywood al fianco di Dev Anand, la cui immagine era già ben consolidata nell’emergente genere noir. CID, diretto da Raj Khosla, fu reso celebre proprio da Kamini (il casto e conturbante personaggio interpretato da Waheeda ) e dalla canzone “Yeh hai Bombay meri jaan”, il cui testo è una critica agli spettri della città ma il trasporto con cui Jhonny Walker la portò sullo schermo la trasformò in una appassionata e vitale dichiarazione d’amore. La ragazza non era la protagonista, eppure la sua apparizione schiacciò in un angolo Shakila e anche lo stesso Dev Anand, il quale, ancora oggi,  scherza ricordando che ogni volta in cui girava un film con la Rehman era già sicuro che nessuno si sarebbe accorto di lui, perciò poteva rilassarsi senza pensare ai critici. 
Sebbene Waheeda lavorasse anche con altri registi, i suoi film più famosi nell’Età D’Oro del cinema indiano sono legati alla collaborazione con Guru Dutt. I due condivisero anche un amore contrastato, e sempre smentito, dato il precedente matrimonio del regista con la cantante Geeta Dutt, che, ironia della sorte, fu spesso la voce di Waheeda nelle canzoni dei film del marito.
Tra i titoli interessanti firmati per altre case di produzione: Ek Dil Sau Afsane, commedia romantica spiritosa e velata di un elegante erotismo (al suo fianco un appassionato Raj Kapoor); Kohra, ispirato a Rebecca di Alfred Hitchcock; e Mujhe Jeene Do, storia di banditi prodotta e interpretata da Sunil Dutt. Due film simili che intrecciano elementi noir e avventure romantiche sono 12 o’clock e Solvan Saal, guidati da melodie che hanno resistito agli anni e sono ancora frequentemente trasmesse in radio.
Guru Dutt aveva impegnato tutte le sue energie nell’autobiografico Kaagaz Ke Phool nel quale Waheeda è la protagonista. Il film purtroppo non ebbe successo al momento della distribuzione seppur sia ora considerato un classico assoluto. I due interpreti tornarono insieme in Chaudhvin ka Chand (1960), racconto d’amore e d’amicizia  all’interno della comunità islamica di Lucknow, e la scena in cui Waheeda solleva il burqa mostrando alla telecamera il suo viso incantevole è un’immagine ormai leggendaria, riproposta anche in altri film tra cui Om Shanti Om di Farah Khan.
Nel 1962 Waheeda ottenne il ruolo di Jabba in Sahib Bibi aur Ghulam di Abrar Alvi, e la sua presenza è una ventata di aria fresca che interrompe la drammaticità e il pessimismo del film. La voglia di vivere di Jabba si contrappone alla malinconia e all’annientamento di Chote Bahu (Meena Kumari), fino a quando anche il suo personaggio, sempre sorridente e infantile, si abbandona in “Meri baat rahi” a lacrime così spontanee che sembrano nascere davvero da dentro. Da quel momento la figura  che poteva sembrare in secondo piano diviene custode di uno dei momenti più emozionanti di tutto il film. Guru e Waheeda presenziarono alla proiezione del film alla Berlinale nel 1963. Fu l’ultima volta in cui i due apparvero insieme.
Guru Dutt morì suicida nel 1964. Dopo la scomparsa dell’artista che aveva fatto di lei una diva, la carriera di Waheeda Rehman si mosse attraverso un nuovo cammino. L’amico Dev Anand, con il quale aveva girato il suo primo film a Mumbai, le propose un ruolo importante ma pericoloso per la sua immagine, già ampiamente sottoposta alle critiche data la chiacchierata relazione con Dutt e la prematura scomparsa dell’uomo. Il nuovo progetto era il film Guide, diretto dal fratello di Dev, Vijay Anand, nel quale l’attrice doveva interpretare una donna trascurata dal marito (anziano, burbero e assorbito dal lavoro) che si innamora della sua guida locale, un giovane sensibile e attraente, le cui parole le trasmettono nuova fiducia in se stessa e nella vita.
L’attrice era sicura che Guide sarebbe stato il suo ultimo film perché era inevitabile venir rifiutata dal pubblico data l’audacia del suo personaggio, completamente in contrasto con la tradizione; al contrario, vinse grazie ad esso il primo Filmfare Award. 

La sua carriera venne rilanciata a seguito anche di un drastico cambiamento d’immagine: la Waheeda Rehman di Pyaasa, struccata e dalle chiome corvine libere di adagiarsi sul volto, icona di semplicità ed eleganza e seduttrice negli sguardi più che nei movimenti, si trasformò nella Waheeda Rehman di Guide, dai capelli raccolti in vaporose pettinature, agghindata con fiori e gioielli, e dallo sguardo accentuato da un forte make up: una donna dal look vistoso e dalle movenze seducenti. Libera da ruoli drammatici e dark, potè mostrare le sue doti di danzatrice, doti che Guru Dutt aveva invece scelto di celare. L'elaborata "Cobra Dance" è il suo numero preferito, per il quale si esercitò a lungo al fine di soddisfare le richieste del regista.
Il successo di Guide fece piovere su di lei decine di nuovi progetti, come il sontuoso Neel Kamal, film in costume con echi al Ramayana; Patthar Ke Sanam, briosa storia romantica e trionfo del kitsch più esagerato; Dil Diya Dard Liya, film drammatico ispirato al romanzo di Emily Bronte Cime Tempestose; Ram Aur Shyam, vivace commedia in cui l’attrice affianca Dilip Kumar; la costosissima stravaganza Prem Pujari; e il più drammatico Khamoshi, struggente storia d’amore tra un paziente e la sua infermiera. Menzione a parte merita l’esperimento nostalgico di Teesri Kasam, un ritorno al bianco e nero in un’era in cui il colore era ormai ovunque: Waheeda recita per la seconda volta al fianco dell’eccezionale Raj Kapoor, l’incontro tra le due personalità è interessante, la storia poetica e commovente, ricca di canzoni folk, belle scene e pittoreschi paesaggi rurali.
Waheeda ha avuto una carriera variegata e straordinariamente longeva, si è mantenuta una delle heroine più richieste dagli anni ’50 ai ’70 godendosi un intero trentennio da attrice protagonista e ripiegando molto tardi in ruoli da madre, zia e nonna.
Nel momento in cui i suoi nuovi film iniziarono a non avere successo (eccezion fatta per Reshma Aur Shera, che le fece guadagnare anche un National Award nel 1974),  l’attrice decise di sposarsi ed accettò la proposta del collega Kamaljit, con il quale aveva recitato in Shagun. I due si trasferirono a Bangalore e lei si concesse una pausa dal lavoro (senza dir di no comunque all’amico Yash Chopra che la convinse ad accettare una piccola parte in Kabhie Kabhie).
Nel decennio successivo l’attrice comparve in ruoli minori come madre di Amitabh Bachchan in titoli molto popolari quali Namak Halaal, Coolie e Mahaan; ebbe una parte in Chandni, il romantico film con Sridevi e Rishi Kapoor; all’interno di un medley/parodia di successi del passato nel film Lamhe si esibisce brevemente in "Aaj phir jeene ki tamanna hai", il suo numero più famoso dal film Guide, rendendo omaggio alla sua lunga e soddisfacente carriera. Waheeda si ritirò per dodici anni e tornò a recitare solo dopo la scomparsa del marito avvenuta nel 2000 e il ritorno a Mumbai nella sua casa di Bandra. Il film che la riportò sulle scene fu Om Jai Jagdish (2002), nel quale interpreta la madre di Anil Kapoor, Fardeen Khan e Abhishek Bachchan. Tra le sue più recenti apparizioni cinematografiche come Supporting Actress: 15 Park Avenue di Aparna Sen, Water di Deepa Mehta, Rang de Basanti e Delhi 6 di Rakeysh OmPrakash Mehra.
Amitabh Bachchan, con il quale divise le scene più di una volta, l’ha definita la “quintessenza della bellezza indiana”. Le più giovani co-protagoniste nei suoi film spesso accettavano un titolo anche solo per poter stare a contatto con lei. Dotata di grazia innata, fascino, naturale talento, professionalità, completezza artistica, Waheeda è, ed è sempre stata, un modello, un’attrice nata, la principessa del bianco e nero, la dark lady dal sorriso ammaliante. Le luci di scena amavano i suoi zigomi e il suo sorriso più di ogni altra cosa. La sua presenza, controllata e discreta solo in apparenza, aveva in realtà sempre la meglio sui suoi coprotagonisti maschili, destinati  a cederle il passo.

BEGINNER’S GUIDE TO WAHEEDA REHMAN :

"Kahin pe nigahen" - CID
"Chaudvin ka chand" - Chaudvin ka chand
"Meri baat rahi " - Sahib bibi aur Ghulam
"Jaane kya tune kahi" - Pyaasa
"Pya to se naina laage re" - Guide
"Sang Sang Sang" -  Kaagaz ke phool
"Dekoji mera haal badal gayee chal" - Solvan Saal
"Ek dil sau afsane" - Ek dil  sau afsane


FILMOGRAFIA COMPLETA

29 gennaio 2011

SHAMMI KAPOOR




Shamsheraj, in arte Shammi, nacque il 21 ottobre 1931 da una famiglia di eccezionali talenti: i Kapoor. Al termine degli studi entrò nella compagnia teatrale fondata dal padre, il Prithvi Theatre, luogo nel quale mossero i primi passi anche gli altri membri dell’illustre famiglia cinematografica, tra cui il leggendario Raj Kapoor e l’affascinante Shashi.

Dopo il suo debutto al fianco di Chand Usmani in Jeeva Jyoti e un primo film con Madhubala, Rail ka Dibba, Shammi cercò di inserirsi nello star system attraverso drammi in costume come Laila Majnu (in cui recitò al fianco di Nutan) e Shama Parwana (con Suraiya), ma la sua carriera stentava a decollare nonostante la sua bravura e avvenenza. Urgeva un cambiamento e un film in grado di compiere la svolta, e ciò avvenne per mano di Nasir Hussain che lo scelse come protagonista dello spensierato Tumsa Nahin Dekha (1957) seguito da Dil Deke Dekho (1958).

Nel 1955 sposò in segreto la star Geeta Bali vincendo l’avversione della famiglia. L’attrice, già solidamente affermata grazie a film come Albela, Baaz e Jaal, fu anche una valida collaboratrice che ispirò positivamente molte delle sue scelte professionali. Per la prima volta l’immagine di Shammi subì un drastico make-over, ed iniziò ad affacciarsi l’eroe languido e senza freni che trionfò più tardi in Junglee (1961). Cambiarono gli abiti e il linguaggio del corpo, sparirono i baffi e nacque un ciuffo ribelle.
Non soddisfatti del suo abbinamento con attrici già famose e d’impostazione classica, i registi scelsero nuove combinazioni con heroine più adatte ad interpretare ruoli moderni come Asha Parekh, Sharmila Tagore, Saira Banu e Sadhana. Per le scene di danza l’intesa con l’eccentrica Helen divenne pura dinamite, la loro follia esplose in canzoni come “Suku Suku” da Junglee e “Oh Haseena Zulfon Waali“ da Teesri Manzil.  Se Helen incendiava i desideri maschili con i suoi numeri da "item girl", Shammi si definì ironicamente il primo "item boy" della storia. 
Il grido “Yahoo!” da Junglee di Subodh Mukherjee, ha incarnato l'impazienza di una generazione in cerca di una nuova identità, influenzata dall’Occidente e dal rock & roll di Elvis. Shammi divenne un eroe global e al passo coi tempi pur mantenendo nei suoi personaggi una ingenua e verace carica positiva. Il cantante Mohammad Rafi era la sua voce prediletta, l’attore aveva l’abitudine di assistere alle registrazioni per assicurarsi che l’artista incidesse il brano con la stessa enfasi con cui poi lui lo avrebbe portato sul grande schermo.
Shammi non ha mai studiato danza ma ha creato un proprio stile, l’entusiasmo passava avanti alla tecnica, l’istintività aveva la meglio sulla ragione e l’attore poteva abbandonarsi a qualunque esuberanza pur di soddisfare il suo pubblico e trasmettergli energia. L’eroe è virile ma soggiogato dall’attrazione, pronto a gettarsi ai piedi della sua amata corteggiandola senza pause, fino allo sfinimento, seguendola ovunque, la sua perseveranza è ai limiti dello stalking. L’attore si rotola sul cofano di auto in corsa, si lega ad un elicottero, canta sospeso in miracoloso equilibrio su motoscafi, scooter e persino funivie, tutto ciò che può essere immaginato può essere eseguito, anche la fisica fu costretta a rivedere le sue regole mentre lui stava girando un film. In Professor si diletta in buffi travestimenti da anziano e malaticcio tutore, in Tumse accha kaun hai si arrotola tra i fili del telefono, in Kashmir ki Kali compie piroette impossibili per sedurre una deliziosa Sharmila Tagore al suo battesimo bollwoodiano. E' amante lascivo in Rajkumar e ballerino audace nel comedy-thriller SingaporeBudtameez e Janwar (letteralmente “maleducato” e “animale”) riportarono sullo schermo l’approccio aggressivo di Junglee moltiplicando per dieci gli elementi comici e facendo trionfare gli arredi più kitsch.

Shakti Samanta, regista specializzato nel cinema d’intrattenimento, prima di riversare completamente le sue attenzioni su Rajesh Khanna, sfruttò nel modo giusto la personalità scenica di Shammi e gli regalò film ricchi di numeri musicali e out door locations. 
Le pellicole contenevano anche numerose “club scenes”, scene ambientate in locali notturni in cui improvvisamente l’eroe si esibisce in canti o danze d’impronta occidentale (rock, twist o balli latini), con travestimenti strani o esotici, e nei quali vengono coinvolte anche le eroine (come dimenticarsi di Sharmila Tagore hawaiana in An Evening in Paris o Helen versione tribale in Singapore… ). 
Sotto la supervisione di Nasir Hussein, l’uomo che lo lanciò nella seconda fase della sua carriera, nacque poi Teesri Manzil, spettacolare trionfo dell’eccesso, un film unico nel suo genere dove la trama noir viene schiacciata da un’esecuzione pazzesca ed elettrica, all’insegna della totale ebbrezza.

L’ilarità e la sua verve possono apparire insensate, quasi animalesche, i suoi modi sono bruschi e poi come d’incanto principeschi, l’unicità di Shammi è soprattutto la capacità di riuscire ad essere un eroe romantico, un ballerino ribelle e un attore comico al tempo stesso;  l’ironia che lo contraddistingue gli ha permesso di poter far apparire serio un film strampalato, e brioso un film serio. Il cinema indiano grazie al suo contributo aprì le porte ad una maggiore libertà di espressione e il linguaggio del corpo divenne sfrontato e disinibito. 
Dopo il successo di Brahmachari la star abbandonò gradualmente l’immagine del giovane innamorato e iniziò a recitare come attore di supporto accanto ad Amitabh Bachchan (Zameer) e del nipote Rishi Kapoor nelle produzioni RK Prem Rog (1982) e Prem Granth (1996). Si lanciò anche in due avventure da regista, la prima fu Manoranjan (1974), remake di Irma la dolce di Billy Wilder, la seconda Bandalbaaz (1976), ma nessuno dei due titoli riuscì a sfondare.

L’attore ha ricevuto il Lifetime Achievement Award alla cerimonia di assegnazione dei Filmfare nel 1995, degli Zee Cine nel 1999, degli Star Screen Awards nel 2001, degli IIFA nel 2002. La Camera di Commercio indiana lo ha definito una leggenda vivente. Shammi è una personalità amatissima, non solo dagli adulti che sono cresciuti guardando i suoi film ma anche dai bambini che difficilmente resistono alla sua coinvolgente simpatia. Nonostante le sue condizioni di salute altalenanti, la star  non ha rinunciato ad incontrare il pubblico e si è dimostrato fino all'ultimo una persona disponibile e gentile; ringrazio gli organizzatori del Purani Jeans Film Festival e Radio Mirchi Mumbai per avermi dato la possibilità di partecipare allo screening di An Evening in Paris e ricevere insieme ad altri fans l’accoglienza calorosa di uno dei più grandi miti del cinema indiano: Shammi Kapoor, l’icona degli anni ’60, l’effervescente performer, la simpatica Rockstar.

L'attore è scomparso il 14 agosto del 2011. Ricordando Shammi Kapoor. Articolo pubblicato nella sezione news del blog contenente alcuni dei messaggi commemorativi dal mondo dello spettacolo.



BEGINNER’S GUIDE TO SHAMMI KAPOOR

"Chahe koi mujhe junglee kahe".......  (Junglee)
" Govinda Aala Re"...........  (Bluffmaster)
"Oh haseena zulfon wali"… (Teesri manzil)
"Deewana hua badal"…….. (Kashmir ki kali)
"Asman se aaya farishta"......   (An evening in Paris )
"Yamma Yamma".......  (Chinatown)
"Badan pe sitare lapete hue"……. (Prince)


SHAMMI ONLINE :

Il sito personale di Shammi Kapoor
La pagina del suo Fan Club Ufficiale
La sua pagina Twitter, Shamsheraj.
Shammi Kapoor Unplugged: Interviste e memorie.


LETTURE CONSIGLIATE

Shammi Kapoor di Deepa Ghalot , collana The Legends of Indian Cinema, 2008
The Kapoors First Family of Indian Cinema di Madhu Jain, Penguin, 2009



FILMOGRAFIA COMPLETA:

15 luglio 2010

IMRAN KHAN: LIVE CHAT


Pochi istanti fa si è conclusa la videochat organizzata da Bollywood Hungama con Imran Khan.
L'attore ventisettenne, che ha vinto nel 2008 un Filmfare Award come migliore attore esordiente per Jaane Tu Ya Jaane Na, è attualmente sugli schermi con la commedia romantica, prima al box office, I Hate Luv Storys.

Ecco le risposte di Imran alle domande poste dal team di Cinema Hindi:

- Che cosa le è piaciuto di Jay, il suo personaggio in I Hate Luv Storys?
Quanto è stato divertente interpretarlo.

- Qual è la sua scena preferita di I Hate Luv Storys?
Mi è piaciuta molto quella della cena con Sonam e Sameer, prima che inizi il brano Sadka Kiya, perchè c'è molta tensione.

- Che cosa pensa dei film Hindi più sperimentali come Love Sex Aur Dhokha, Kaminey e Dev D?
Love Sex Aur Dhokha è brillante. Apprezzo molto Dibakar (*), sia professionalmente che dal punto di vista personale.

- Conosce il Cinema Italiano?
Ho visto tutti i film di Roberto Benigni. Sono un suo grande fan.

La chat integrale sarà presto disponibile sul sito di Bollywood Hungama. Data la grande disponibilità, la simpatia e il garbo con cui Imran ha partecipato, consigliamo di non perderla.

(*) Dibakar Banerjee, il regista di Love Sex Aur Dhokha.

16 maggio 2010

SHAH RUKH KHAN



Se Amitabh Bachchan a Bollywood è un dio, il suo erede si chiama Shahrukh Khan (SRK), il Baadshah, il re di Bollywood, King Khan. Di lui si sa tutto ed è stato detto di tutto, milioni di persone lo seguono e milioni di donne lo sognano. Fenomeno mediatico senza precedenti, egli stesso scherzosamente si è definito "un dipendente di Shahrukh Khan", nel 2005 è apparso sulla copertina del National Geographic - Asian Edition, nel 2007 gli è stato conferito l'Ordre des Arts et des Lettres Award dal governo francese per la sua eccezionale carriera, nel 2008 Newsweek l'ha inserito tra le 50 persone più potenti del mondo, e nel 2009 ha conseguito la laurea ad honorem all'Universita delle Arti e della Cultura del Bedfordshire. La lista dei riconoscimenti ottenuti, anche in patria (nel 2002 ha ricevuto il Rajiv Gandhi Award per l'eccellenza nel campo dell'Entertainment), è molto lunga ed ancora di più lo è quella degli Awards vinti.

Shahrukh Khan è il Valentino Rossi del cinema indiano: geniale, comunicativo, instancabilmente ambizioso, amato (o odiato) al primo sguardo e senza condizioni.

SRK

Nasce a Delhi il 2 novembre del 1965 e la sua vita sembra un film. Suo padre, Mohammed Taj Khan, è stato un attivista per l'indipendenza indiana. Sua madre, Lateef Fatima Khan, una delle prime donne indiane mussulmane a diventare magistrato. Entrambi muoiono prematuramente, nel 1981 Mohammed Taj a causa del cancro, e nel 1991 Lateef, lasciando SRK orfano a ventisei anni.
A scuola ottiene buoni risultati sia negli studi che nello sport. Si laurea alla Jamia Millia Islamia in Mass Communications ma dopo la morte dei genitori parte per Mumbai per diventare un attore. Nello stesso anno sposa Gauri Chibber. Lui mussulmano, lei hindu: la famiglia di Gauri è fermamente contraria alla loro relazione tanto che la madre minaccia il suicidio. Dopo sette anni di incontri rubati e pazienti ma decise manovre di avvicinamento ai genitori di lei, i due, come nei migliori romanzi d'amore, giungono all'happy end.
Una volta arrivato a Mumbai Shah Rukh ottiene una parte in un telefilm di discreto successo, Fauji, e dopo qualche altro lavoro per il piccolo schermo viene lanciato a Bollywood.
Anche la sua carriera cinematografica, come la sua vita, ha un carattere leggendario: Baazigar, del 1993, è il suo primo film da protagonista assoluto. E' una parte rifiutata da altri attori perchè fortemente negativa, ma per Shah Rukh è un grande successo. Il ragazzo venuto da Delhi senza conoscenze ed orfano di entrambi i genitori vince il suo secondo Filmfare Award (il primo lo aveva ottenuto per il miglior debutto in Deewana). Gli spettatori lo adorano, nonostante interpreti un assassino, empatizzano con il suo personaggio. Per la prima volta tutti fanno il tifo per l'eroe negativo.
Stessa anomalia per Darr, 1993: SRK interpreta un ragazzo pazzo d'amore la cui ossessione lo porta a conseguenze estreme. Pubblico e critica lo premiano e Sunny Deol, il co-protagonista "buono", viene totalmente messo in ombra.

Nel 1995 i tempi sono maturi per un grande ruolo in un film romantico. Aditya Chopra, regista, produttore e figlio del mitico Yash Chopra, parla con Shah Rukh: "I understand you don't like love stories and you find them very pansy. But if you want to be a superstar in this country, you will never be one by being a man's hero... In this country you have to be every mother's son, every sister's brother, every girl's dream guy to be a superstar" (*) ("Capisco che non ti piacciano le storie d'amore e che le trovi sdolcinate. Ma se in questo Paese vuoi essere una superstar non potrai diventarlo con ruoli da macho. Per diventare una superstar, in questo Paese devi essere il figlio di ogni madre, il fratello di ogni sorella e l'uomo dei sogni di ogni ragazza").
Nasce così Dilwale Dulhania Le Jayenge, diretto dallo stesso Aditya Chopra, nel quale Shah Rukh Khan è Raj, innamorato di una ragazza, Simran, che è promessa in sposa ad un altro. I due faranno tutto il possibile per riuscire a stare insieme.
Due righe, però, non bastano per rendere l'incredibile impatto di questa pellicola. Il suo successo è clamoroso tanto che Dilwale Dulhania Le Jayenge si aggiudica dieci Fimfare Awards, ad oggi superato solo da Black di Sanjay Leela Bhansali, e un National Film Award come Miglior Film. Si pensi che su questo film è stato scritto persino un libro, Dilwale Dulhania Le Jayenge di Anupama Chopra, e che in un cinema di Mumbai viene tutt'oggi proiettato, da più di quindici anni, senza interruzioni: un record assoluto.
Come predetto da Aditya Chopra, SRK diventa il figlio che tutte vorrebbero avere, il ragazzo della porta accanto, il fidanzato ideale. Dopo Dilwale Dulhania Le Jayenge il pubblico si innamora della coppia Shah Rukh Khan-Kajol (Simran), duo già visto in due film di successo (Baazigar e Karan Arjun). Da questo momento in poi, per tutti, la compagna ideale di Shah Rukh Khan, sul grande schermo, è Kajol. Inoltre il sodalizio professionale tra SRK e la potentissima casa di produzione Yash Raj si stringe dando alla luce altre pellicole romantiche di successo come Pardes e Dil To Pagal Hai.
Nel 1998 SRK gira Duplicate, commedia deliziosa nella quale recita in un doppio ruolo. Duplicate è prodotto dalla Dharma Productions di Yash Johar, grande filmmaker scomparso nel 2004. E nel 1998 il figlio di Yash Johar, Karan Johar, debutta come regista. La casa di produzione è sempre la Dharma Productions, gli attori protagonisti sono Shah Rukh e Kajol, il film è Kuch Kuch Hota Hai, storia d'amore tra Rahul e Anjali. Il succeso è strepitoso.
Il duo delle meraviglie Kajol-SRK diventa un trio, tanto che nel 2001 Karan Johar dirige di nuovo i suoi amici ed attori preferiti in un'altra commedia sentimentale, Kabhi Kushi Kabhie Gham. Un secondo blockbuster che raccoglie successi, consensi ed incassi anche all'estero.
Il film viene visto in Franica, in Germania e negli Stati Uniti.
Il personaggio di SRK si chiama ancora Rahul e i suoi ruoli da bravo ragazzo innamorato, romantico alla Raj/Rahul, diventano il suo marchio di fabbrica.

SRK, l'instancabile, nello stesso tempo fonda la casa di produzione Dreamz Unlimited insieme a Juhi Chawla, amica e attrice con cui divide anche la scena, e il regista Aziz Mirza. Il primo film prodotto è Phir Bhi Dil Hai Hindustani. Il ruolo del protagonista naturalmente è affidato allo stesso SRK, ma nonostante un primo tempo divertente, costruito per mettere in luce la versatilità e la vena più spiritosa ed ironica dell'attore, il film non decolla. E' il primo vero flop di SRK, che l'anno dopo ci riprova con un colossal storico sulla vita dell'imperatore Asoka. Asoka, presentato anche alla Mostra del Cinema di Venezia del 2001, costa moltissimo ma incassa poco. Un grande sforzo per un risultato molto deludente.
Finalmente nel 2004 la Dreamz Unlimited mette a segno il suo primo e unico successo, Chalte Chalte, ancora un ruolo da innamorato per SRK, ancora un centro.

Se come produttore muove i primi passi, come attore la sua ascesa continua. Non solo si guadagna un posto nel firmamento delle star, ma diventa il re di Bollywood.
Diversifica i ruoli e alterna film di intrattenimento ad altri meno commerciali.
Scelto da Sanjay Leela Bhansali, interpreta Devdas, adattamento cinematografico di un classico della letteratura indiana, scritto ai primi del Novecento da Sarat Chandra Chattopadhyay. Devdas è una produzione sontuosa, di una bellezza toccante. La pellicola è raffinatissima e l'interpretazione di SRK insieme a quella delle due coprotagoniste, Madhuri Dixit e Aishwarya Rai, è impareggiabile. Il film è un successo, guadagna premi a pioggia e viene presentato al Festival del Cinema di Cannes nel 2002.
Nel rispetto delle tradizioni ma con uno sguardo al rinnovamento SRK è protagonista anche di Swades, diretto dall'amico regista Ashutosh Gowariker, di cui in Italia è arrivato Lagaan. Swades è uno splendido film sulla realtà degli NRI (Non-resident Indian), gli indiani residenti all'estero, che affronta il tema della vita rurale indiana e il discusso problema della divisione in caste. L'interpretazione di SRK è misurata più che mai, tanto che qualcuno stenta a riconoscerlo. Il potente Yash Chopra dichiarerà che chi ama SRK in Swades non ama il vero SRK (*).
In realtà, dopo dieci anni di strepitosa carriera, il re di Bollywood ha ancora voglia di dimostrare il suo talento e la sua incredibile poliedricità.
Viene diretto per la terza volta da Karan Johar. Il film è Kabhi Alvida Naa Kehna. SRK è un uomo che, sposato e con un figlio, si innamora di un'altra donna. L'India più conservatrice non apprezza, ma quella di SRK è un'interpretazione magnifica. Temperamento ruvido, voce roca e sguardo cinico fanno di lui un fedifrago irresistibile.
Altra pellicola inconsueta è Chak De! India. E' la storia di un ex giocatore di hockey, la cui carriera è andata in fumo a causa di un infamante sospetto. Ingaggiato per allenare la Nazionale femminile di hockey su prato, conquisterà il suo riscatto grazie ad un pugno di giovani donne. Le ragazze impareranno a fare gioco di squadra unite sotto la bandiera della loro nazione e, ancora più importante, a decidere per se stesse.
Un sobrio SRK, con barba lunga e piglio deciso, è alla sua ennesima entusiasmante interpretazione.

Nel 2002 ci riprova come produttore e fonda la Red Chillies Entertainment.
Incontra miglior fortuna della volta precedente con Main Hoon Na. E' un film diretto da Farah Khan, coreografa affermata al suo debutto dietro la cinepresa, amica di SRK dal 1993, quando si conobbero sul set di Kabhi Haan Kabhi Naa.
La collaborazione artistica tra Shah Rukh e Farah è all'insegna del divertimento e dell'entertainment. L'obiettivo è realizzare dei blockbuster, e con Om Shanti Om, del 2007, centrano di nuovo il bersaglio.

Le dimensioni del successo di SRK e della sua fama sono difficilmente stimabili.
Ad oggi ha recitato in più di settanta film, e molte sono le guest appearance a cui si è prestato. Ha prodotto otto film e sta lavorando al nono. Nel 2007 ha egregiamente sostituito Amitabh Bachchan nella conduzione dello show televisivo Kaun Banega Crorepati? (Chi vuol essere milionario?). Nel 2008 ha ripetuto l'esperienza in tv presentando il gioco a quiz Kya Aap Paanchvi Pass Se Tez Hain?.
Imperversa da anni sulle copertine di tutte le riviste di spettacolo e non. E' stato testimonial di ogni tipo di prodotti. Egli stesso scherza sul fatto di non essere lui a scegliere il brand ma il brand a scegliere lui (*). Pare che non si sia mai rifiutato di reclamizzare niente, a parte i contraccettivi solo perchè troppo timido. A Mumbai si dice che per vendere ci sia bisogno o del sesso o di SRK, che in fondo sono la stessa cosa (*).
E' spesso ospite di programmi tv, ha presentato varie volte premiazioni ed Awards; sulla sua vita sono stati girati documentari e scritti libri.
Nel 2004 ha doppiato per la Pixar la voce indiana di Mr. Incredible nel film d'animazione Gli Incredibili, e nel 2008 la Red Chillies Entertainment è diventata proprietaria di una squadra di cricket, i Kolkata Knight Riders.
Stanchi del re di Bollywood?
Nient'affatto. Carismatico, eclettico, talentuoso, capace di essere sexy o buffo con in mezzo solo la pausa di un ciak, generoso e senza paura, non c'è niente che per lui sia troppo. Si dice che sia SRK ad aver traghettato il cinema indiano attraverso gli anni novanta, dalla Bollywood più tradizionale a quella di oggi.
Quel che importa è che sullo schermo catalizzi l'attenzione come nessuno.
Per seguirlo i suoi fan sono disposti a tutto. A fare lunghe file per entrare al Madame Tussauds di Londra o al Musée Grévin di Parigi dove si trovano le due statue di cera che lo riproducono. Oppure a prendere d'assedio la Berlinale, quando è ospite della manifestazione.

Nel 2010 è uscito My Name is Khan, arrivato miracolosamente anche nel nostro Paese dopo essere stato presentato al Festival Internazionale del Film di Roma. Shah Rukh Khan ha reso felici tutti i fan italiani con la sua eccezionale presenza alla manifestazione (vedi anche: Shah Rukh Khan al Festival Internazionale del Film di Roma 2010: Rassegna Stampa e Video).
La scoperta da parte dell'Italia di questo irresistibile attore, basso, con il naso grosso, i denti accavallati, le sopracciglia a forma di esse, e tuttavia di indiscutibile fascino e magnetismo, per quanto tardiva, sarebbe un sogno che si avvera.
Che la magia abbia inizio!

FILMOGRAFIA SCELTA

Tutti i film con Shah Rukh Khan sono consigliati.
Obbligati ad una selezione e sicuri che dopo averli provati vorrete vederli tutti, segnaliamo una piccola guida, solo per cominciare:

- Maya Memsaab del 1993, di Ketan Mehta, con Deepa Sahi e Farooq Shaikh. Ispirato a Madame Bovary di Gustave Flaubert, è la storia di una donna irrequieta che, infelice del suo matrimonio, cerca altre avventure. Shah Rukh Khan ha una parte piccola ma significativa. Una chicca per veri fan.
- Baazigar e Darr.
Bazigaar del 1993, di Abbas-Mustan, con Kajol e Dalip Tahil. E' la storia di un ragazzo disposto a tutto per vendicare il padre, rovinato da un uomo senza scrupoli.
Darr del 1993, di Yash Chopra, con Sunny Deol e Juhi Chawla. Rahul Mehra (Shahrukh Khan) è innamorato di Kiran Awasthi (Juhi Chawla) che però è fidanzata con un altro. Il suo sentimento si trasforma in ossessione portandolo alla pazzia.
Entrambi i film segnano gli esordi di SRK in ruoli da antieroe che hanno conquistato tutti.
- Karan Arjun del 1995, di Rakesh Roshan, con Salman Khan e Kajol. In un villaggio rurale, due fratelli cresciuti dalla madre vedova e legatissimi tra loro, vengono uccisi dal ricco e potente nonno per questioni di eredità. Terra, polvere e sangue. Amore, morte e vendetta. La reincarnazione, i legami indissolubili, l'intervento della divinità. L'India cinematografica più cruda e più bella. Un classico del genere.
- Dilwale Dulhania Le Jayenge del 1995, diretto da Aditya Chopra, con Kajol, Anupam Kher e Amrish Puri. Simran (Kajol) e Rahul (Shah Rukh Khan) si conoscono durante un viaggio con amici in Europa. Si innamorano, ma a Simran, pur vivendo come Raj a Londra, è stata impartita un'educazione tradizionale. Simran è promessa in sposa al figlio del migliore amico del padre e deve partire per l'India.
La storia del cinema indiano passa da qui. Impossibile non vederlo.
- Duplicate del 1998, di Mahesh Bhatt, con Juhi Chawla e Sonali Bendre. Bablu Chaudhary (Shahrukh Khan) è un aspirante cuoco in cerca di lavoro, che, purtroppo per lui, ha le stesse identiche sembianze di un pericoloso criminale, Manu (Shah Rukh Khan), evaso di prigione. SRK da applausi, in un doppio ruolo, per una commedia degli equivoci disimpegnata e divertentissima.
- Dil Se del 1998, di Mani Ratman, con Manisha Koirala. Amar Varma (Shahrukh Khan) è un giornalista di All India Radio inviato nelle province Nord-indiane in occasione del 50mo anniversario dell'Indipendenza. Alla stazione incontra una misteriosa ragazza, Meghna (Manisha Koirala), che scoprirà avere un terribile segreto. Film drammatico, diretto da un grande regista, che contiene una celebre e superba sequenza danzata sulle note di un brano musicale, Chaiyya Chaiyya (composto da A. R. Rahman, sua è tutta la colonna sonora) che sarà riutilizzato persino da Spike Lee nel suo Inside Man.
- Kuch Kuch Hota Hai del 1998. Debutto alla regia di Karan Johar. SRK e Kajol ancora insieme. Rahul (Shah Rukh Khan) e Anjali (Kajol) sono compagni di scuola ed amici inseparabili, fino all'arrivo della figlia del preside, Tina (Rani Mukherjee) di ritorno da Londra. Danze, musiche, colori, lacrime e sorrisi a volontà. Bollywood in tutto il suo splendore. Un vero spettacolo.
- Asoka del 2001, di Santosh Sivan, con Kareena Kapoor e Ajith Kumar. Storia romanzata dell'imperatore Asoka che, dopo una vita di uccisioni e guerre sanguinose, diventa un fedele sostenitore e divulgatore del buddhismo. SRK, capello lungo, torso nudo e sguardo da killer, in un grande colossal storico.
- Kabhi Khushi Kabhie Gham (2001). Diretto da Karan Johar, con Amitabh Bachchan, Jaya Bachchan, Kajol, Hrithik Roshan e Kareena Kapoor. Rahul (Shah Rukh Khan), figlio adottivo di una ricca famiglia hindu, si innamora di Anjali (Kajol), una ragazza mussulmana di più modesta estrazione. Il loro sentimento disapprovato dal padre di Rahul diventa la causa della rottura tra Rahul e la sua famiglia. Un vero classico del cinema bollywoodiano. Un film sontuoso, una storia tradizionale, un cast di star e una delle colonne sonore più belle di sempre. Shah Rukh Khan in un ruolo da recitare ad occhi chiusi.
- Devdas del 2002, diretto da Sanjay Leela Bhansali, con Madhuri Dixit e Aishwarya Rai. Tratto da un romanzo dei primi del Novecento, è la tragica storia d'amore tra Dev (Shah Rukh Khan) e Parvati. Un film capolavoro. Da vedere assolutamente.
- Swades del 2004, di Ashutosh Gowariker, con Gayatri Joshi e Kishori Balal. Mohan Bhargava (Shahrukh Khan) è un ingegnere indiano che lavora alla Nasa. Dopo dodici anni negli Stati Uniti decide di tornare in India e ritrovare la tata che lo crebbe. Diventa un'occasione di riflessione sulla propria vita e le proprie radici. Un film intelligente, emozionante e meravigliosamente commovente sull'India delle campagne, la divisione in caste, il senso di turbamento ed alienazione di chi lascia il proprio Paese.
- Main Hoon Na del 2004 di Farah Khan, con Sushmita Sen, Sunil Shetty, Zayed Khan, Amrita Rao e Kabir Bedi. E' la storia di un maggiore dell'esercito indiano (SRK) in missione in un college per sventare un attentato e ritrovare il fratello minore. Leggero, di intrattenimento, a tratti demenziale ma molto divertente. Bella colonna sonora.
- Paheli del 2005, diretto da Amol Palekar, con Anupam Kher, Rani Mukherjee, Amitabh Bachchan, Sunil Shetty e Juhi Chawla. La giovane Lachchi (Rani Mukherjee) va in sposa a Kishen (Shah Rukh Khan), il figlio di un ricco mercante. Solo la prima notte di nozze Lachchi scopre che Kishen sta per partire per affari e starà lontano da casa per cinque lunghi anni. Una favola elegante e colorata, il Rajasthan in tutto il suo splendore, SRK con baffi e turbante.
- Kabhi Alvida Naa Kehna del 2006, di Karan Johar, con Rani Mukherjee, Preity Zinta, Abhishek Bachchan, Amitabh Bachchan e Kirron Kher. Dev (Shah Rukh Khan) e Maya (Rani Mukherjee), entrambi infelici della loro vita e del loro matrimonio, iniziano a frequentarsi per trovare consiglio e conforto reciproco, ma finiscono con l'innamorarsi l'uno dell'altro. Appassionata e coraggiosa pellicola che offre a Shah Rukh uno dei suoi personaggi più belli ed intensi di sempre.
- Don - The Chase Begins Again del 2006, regia di Farhan Akhtar, con Priyanka Chopra, Arjun Rampal e Boman Irani. Remake dell'omonimo film del 1978 con Amitabh Bachchan. La polizia di tutta l'Asia, impegnata a sventare un grosso traffico di droga, ricerca un pericoloso malvivente. Una pellicola d'azione, una bellissima colonna sonora, uno Shah Rukh, irresistibile criminale, che indossa la cravatta sotto la camicia, a contatto con la pelle, sexy da far perdere il sonno.
- Chak De! India del 2007, di Shimit Amin, con Vidya Malvade, Sagarika Ghatge, Chitrashi Rawat e Shilpa Shukla. Sorprendente successo di critica e pubblico nonostante racconti di una squadra femminile di hockey su prato. Punti di forza: SRK (of course), il tema dell'emancipazione femminile ed alcune scene cult davvero imperdibili.
- Rab Ne Bana Di Jodi del 2008. SRK ritrova Aditya Chopra, dopo l'infelice parentesi di Mohabbatein. Nel cast l'esordiente e convincente Anushka Sharma e Vinay Pathak. Shah Rukh è impegnato in un doppio ruolo: quello del timido Surinder, sposato con matrimonio combinato ad una donna che non lo ama, e quello di Raj, sfacciato alter ego di Surinder. Una performance strepitosa.
- My Name Is Khan, di Karan Johar, è l'evento del 2010 perchè riunisce la coppia SRK-Kajol, dopo nove anni di assenza dal grande schermo. La storia americana degli ultimi dieci anni è vista attraverso gli occhi di Rizwan Khan (Shah Rukh Khan), un indiano mussulmano emigrato negli Stati Uniti, che soffre della sindrome di Asperger. Karan Johar non perde il suo tocco magico, SRK e Kajol sono immensi.

Oltre ai numerosissimi ruoli interpretati, SRK è apparso in molti cameo. Tra i più divertenti segnaliamo quello di Kaal, un film prodotto dalla Red Chillies Entertainment, in cui balla nei titoli di testa, e quello del celebre brano Ishq Kamina, insieme ad Aishwarya Rai, nel film Shakti: The Power, interessante pellicola interpretata da Karisma Kapoor e Nana Patekar.

Nel 2011 sono usciti: Ra.One, diretto da Anubhav Sinha e prodotto dalla Red Chillies Entertainment, nel quale, al fianco di Kareena Kapoor, veste i panni di un supereroe (ecco il trailer), e  Don 2, che non ha bisogno di presentazioni.
Nel 2012 è il protagonista di Jab Tak Hai Jaan, diretto da Yash Chopra.
Nel 2013 torna a recitare con Deepika Padukone, diretto da Rohit Shetty,  in Chennai Express.
Nel 2014 ancora accanto a Deepika, è attore e produttore per Happy New Year. Alla regia c'è l'amica Farah Khan.
Nel 2015 esce Dilwale, dirige Rohit Shetty. Kajol e ShahRukh Khan di nuovo insieme dopo cinque anni! E sono di nuovo scintille.
Nel 2016 SRK recita in Fan, diretto da Maneesh Sharma. Un ruolo sfida per lui, che ne esalta le doti e le capacità. Un film notevole, difficile da dimenticare.

Per la filmografia integrale, tutte le special appearance, i film prodotti e i molti Awards vinti rimandiamo alla pagina di Wikipedia dedicata a Shah Rukh Khan.

Per un assaggio delle tante copertine dedicate al Re rimandiamo al post di Cinema Hindi: Shah Rukh Khan Cover Boy. A vostro rischio e pericolo.

Per saperne di più:

ALTRI LINK CONSIGLIATI

- Il sito della Red Chillies Entertainment
- Il sito dei Kolkata Knight Riders
- Il contatto di SRK su Twitter: @iamsrk
- Il suo contatto Facebook, Shah Rukh Khan, ha 1.922.646 adesioni

Siti in inglese

- SRK Pagali
- Vluvshahrukh
- SRK Fanatic
- Planet SRK

Siti in italiano

- Tutti pazzi per SRK

LIBRI CONSIGLIATI

- Dilwale Dulhania Le Jayenge di Anupama Chopra, BFI Publishing
- Still Reading Khan di Mushtaq Sheikh, OM Books International
- King of Bollywood: Shah Rukh Khan and the Seductive World of Indian Cinema di Anupama Chopra, Grand Central Publishing

(*) Le citazioni sono tratte da Still Reading Khan di Mushtaq Sheikh, OM Books International.

21 febbraio 2010

RAJ KAPOOR



Attore, regista e produttore cinematografico, Raj Kapoor divenne il più grande showman della storia del cinema indiano. La sua popolarità si diffuse a macchia d'olio nei Paesi dell'Est Europa, in Russia, e in Medio Oriente. Kapoor fu di fatto un acclamato ambasciatore dell'India all'estero.

Leggi il suo profilo completo nella sezione REGISTI.

Raj, nelle fotografie che lo ritraggono bambino, mostrava già uno sguardo adulto e acuto, inusuale per la sua età, che tradiva la presenza di qualcosa che lo divorava dentro e che doveva trovare la sua espressione. Annoiato dagli studi, decise di intraprendere la carriera cinematografica in qualità di terzo assistente del regista Kidar Sharma, e, dopo brevi apparizioni in film in cui recitava il padre Prithviraj (come Inquilab e il mitologico Valmiki), arrivò il suo primo ruolo da protagonista nel 1944 in Neel Kamal a fianco di Madhubala - lui aveva diciannove anni, lei appena tredici -, seguito dal film in costume Chittor Vijay e dal tenero Dil Ki Rani.

La formazione d'attore del giovane Raj passa attraverso il teatro. Per circa quattro anni recitò nella compagnia di suo padre, prima di fondare la sua casa di produzione cinematografica attirando negli RK Studios molti talenti del Prithvi Theatre: lo sceneggiatore K.A. Abbas, il compositore Shankar e l'attore Premnth. Aag, il suo primo film da regista, conserva un'impostazione prettamente teatrale: non solo il protagonista è un aspirante drammaturgo, ma gran parte delle scene e molte canzoni sono ambientate sul palcoscenico o dietro le quinte.
Instancabile performer, versatile e sciolto nei movimenti, Raj Kapoor si costruì in tempo record un posto d'onore nello star system, e fu capace di esprimere quella scoppiettante passione che mancava nell'approccio cinematografico di attori come Dilip Kumar e Dev Anand. Era in grado di spaziare in generi diversi, se non opposti, ed era dotato dell'intensità necessaria ad un attore drammatico ma anche della vitalità e del linguaggio del corpo giusti per la commedia.
I suoi occhi blu, sfortunatamente non valorizzati  nei film in bianco e nero, causarono turbolenti pensieri nella mente delle sue co-star: molte riviste dell'epoca lo descrivono come un inguaribile seduttore, affascinato, se non ossessionato, dalla bellezza femminile.

Oltre alle formidabili performance nei film da lui diretti (Aag, Barsaat, Awaara, Shree420, Sangam, Mera Naam Joker), Raj accettò una grandissima varietà di ruoli offerti da altri registi. Lo troviamo spigliato, irritante e geloso in Andaz di Mehboob Khan, sexy e maleducato in Dastan di A.R. Kardar, romantico in Jan Pahchan di F. Mistry, affascinante sconosciuto in Chori Chori di Anant Thakur.
Il suo unico doppio ruolo è nel film Paapi, di Chandulal Shah, nel quale interpreta contemporaneamente un donnaiolo scansafatiche e un uomo di fede le cui identità vengono scambiate in seguito ad un incidente ferroviario.

In Bewafaa lo scopriamo antieroe meschino e falso fino al midollo che usa il suo bell'aspetto per cercare di sfruttare la donna che lo ama; nel cast anche un eclettico Ashok Kumar, probabilmente l'unico attore a non venir schiacciato sullo schermo dal ciclone dagli occhi blu. Dilip Kumar in Andaz non fu altrettanto fortunato, nonostante il suo ruolo fosse di maggior spessore rispetto al personaggio geloso e confusionario affidato al collega: è inevitabile seguirlo con interesse, fino a quando non appare Raj Kapoor a rubargli la scena. Da allora i due non recitarono mai più insieme.

Il dissolversi della sua unione sentimentale/professionale con l'attrice Nargis segnò un momento di profonda crisi, e la notizia del matrimonio della sua donna con Sunil Dutt, con il quale lei aveva recitato in Mother India, lasciò Raj Kapoor in una condizione disperata. Nessuna delle sue nuove conquiste riuscì a riempire quel vuoto, e l'attore iniziò a bere. L'attrazione per l'alcol è riscontrabile anche in film come Sharada, Main Nashe Mein Hoon, mentre in Anari (diretto da Hrishikesh Mukherjee) strani riferimenti ad immagini di Awaara sembrano voler trasformare temporaneamente Nutan in Nargis.

Dalla sua imponente filmografia (da attore) estraggo due titoli come campione, le due interpretazioni che preferisco:

 1) Jagte Raho di Amit Mitra
Un pover'uomo assetato cerca di entrare in un condominio per bere ad una fontana. Gli abitanti della palazzina si accorgono della sua presenza ed organizzano una grottesca caccia all'uomo. Tentando di nascondersi nei vari appartamenti per sfuggire all'attacco di massa, il protagonista, umile e silenzioso, osserva scene nauseanti, sotterfugi e peccati. Il film è eccezionale!!! Raj Kapoor per quasi tutta la sua durata non pronuncia una parola, comunicando con gli sguardi, con il suo timore, con l'umiltà delle sue azioni.

2) Anari di Hrishikesh Mukherjee
Un bellissimo film, commovente ma divertente, così come la sua ideale continuazione, Diwana di Mahesh Kaul. Il protagonista è un pittore pieno di gioia di vivere che viene etichettato come idiota e pazzo perchè troppo onesto e idealista. Due personaggi di una dolcezza e ingenuità inaudite, due matti forse (chi altri restituirebbe un portafoglio pieno? Io ho dimenticato un vecchio cellulare in un bagno pubblico e ciò che è successo è prevedibile...), ma è impossibile non far scorrere più di una lacrima seguendo il loro percorso nel mondo.


Ci sarebbero molte altre cose da aggiungere, e continuerei a raccontare del mio mito fino a domani o dopodomani... Ormai non mi resta che pubblicare nel blog una dichiarazione d'amore ma sarà solo un ringraziamento. Davvero sento che i suoi film abbiano regalato qualcosa alla mia vita, e, pur non avendo modo di comunicarglielo, vorrei che sapesse quanto gli sono riconoscente.


BEGINNER'S GUIDE TO RAJ KAPOOR

- "Awaara hoon" (Awaara)
- "Mujhe kisise pyaar ho gaya" (Barsaat)
- "Pyaar hua iqrar hua" (Shree 420)
- "Kisi ki muskurahaton pe" (Anari)
- "Aaja sanam" (Chori Chori)
- "Jaane na nazar" (Aah)
- "Kuch sheer sunata hoon main" (Ek Dil Aur Sau Afsane)
- "Ar dil jo pyaar karega" (Sangam)
- "Dham bhar jo udhar munh phere" (Awaara)





FILMOGRAFIA DA ATTORE:

23 settembre 2009

GURU DUTT



Date la mole di notizie e la complessità della sua figura artistica, ho preferito scomporre il testo dedicato a Guru Dutt nelle due sezioni, REGISTI e ATTORI, non solo per includerlo in entrambe le categorie ma anche per non scivolare nel caos a causa di salti temporali e sovrapposizioni di date. Per maggiori dettagli e informazioni biografiche, consultare  il profilo di Guru Dutt nella sezione REGISTI.

Guru Dutt aveva già diretto alcuni film di successo quando scelse di diventare lui stesso il volto dei suoi personaggi, e comparve da protagonista per la prima volta in Baaz, un film storico, seguito dal thriller Aar Paar.
Era l'epoca di Dilip Kumar, Raj Kapoor e Dev Anand, ma Guru Dutt si inserì in tempo record all'interno del quadro, elaborando un profilo da hero cinematografico ancora diverso. Le sue interpretazioni sono controllate quanto sofferte, ma Dutt può trasformarsi anche in attore brillante e sorprendere con umorismo e dinamicità. Assorto nei suoi pensieri, solo, turbato da preoccupazioni, oppure silenzioso seduttore, distante quanto accattivante, avvolto da un alone di mistero, sfiorato dalla luce, circondato dal buio.I suoi tanti volti compaiono in una filmografia breve ma interessante, e la sintonia spirituale e sentimentale con la compagna di scena Waheeda Rehman ha arricchito le performance di una passione autentica e non solo immaginata.
Dopo l'insuccesso di Kaagaz Ke Phool e il suo definitivo addio alla macchina da presa, Guru Dutt accettò di recitare nel film di Mohammed Sadiq Chaudvin ka chand,  consapevole che nella riuscita commerciale della pellicola giaceva l'ultima speranza di risollevare la sua casa di produzione dal fallimento.
Il film ebbe un enorme successo, e i nuovi fondi da investire vennero subito impiegati per un nuovo e più ambizioso progetto, Sahib Bibi aur Ghulam, pellicola girata da Abrar Alvi che riuniva un cast stellare e affiancava per la prima volta il nome di Meena Kumari a quello di Guru Dutt. Inoltre, come se non bastasse, contava anche sulla presenza di Waheeda Rehman. Meena Kumari, protagonista e fulcro del più grande successo della Guru Dutt Films, fu anche l'ultima co-star dell'attore in Sanjh Aur Savera poco prima della sua tragica scomparsa. In seguito alla sua morte, il ruolo in Bahren Phir Bhi Aayengi andò ad un giovane ma intraprendente Dharmendra, mentre Love and God di K. Asif (autore del kolossal Mughal-e-Azam) venne tenuto in sospeso per oltre vent'anni e finalmente completato nel 1986 con il volto di Sanjeev Kumar.


BEGINNER'S GUIDE TO GURU DUTT

- Waqt ne kiya kya hansee sitam – (Kaagaz Ke Phool)
- Babuji dheere chalna - (Aar Paar)
- Main kho gaya yahin kahin - (12 O'Clock)
- Udar tum Haseen - (Mr. & Mrs. 55)


FILMOGRAFIA COME ATTORE

24 agosto 2009

KAREENA KAPOOR



Milioni di persone la amano e probabilmente altrettanti non la sopportano. Perché niente riesce a creare più disaccordi di un discorso incentrato sull’attuale reginetta dei media: l’imprevedibile ed eccentrica Kareena Kapoor.
Conosciuta anche con il soprannome d’infanzia, Bebo, Kareena nasce a Mumbai il 21 settembre del 1980. Sua madre è Babita, una star degli anni ’60, e suo padre Randhir è figlio del leggendario attore, regista e produttore Raj Kapoor.
Pur appartenendo ad una delle famiglie più importanti dell’industria bollywoodiana, Kareena (e ancor di più la sorella Karisma) ha dovuto rimboccarsi le maniche prima di ottenere i primi risultati in campo professionale. La carriera delle due attrici fu ostacolata e per niente promossa dal clan dei Kapoor, piuttosto riluttante nei confronti delle aspirazioni artistiche dei suoi membri femminili.

Rifiutando un preannunciato blockbuster, Kaho Naa Pyaar Hai, Kareena decide di non debuttare in una sontuosa produzione quanto in un film minore, Refugee, di J.P. Dutta, al fianco del figlio di Amitabh Bachchan, Abhishek, anche lui alla prima esperienza cinematografica. Scatenando un bel temporale, la ragazza abbandonò in tronco il set del film di Rakesh Roshan dopo giorni e giorni di riprese, noncurante del fatto che la sua fuga costò ai produttori tempo e soprattutto denaro. Refugee ottenne una risposta moderata ma fu un validissimo biglietto da visita per entrambi gli aspiranti attori. Kareena mostrò da subito un’incredibile familiarità con la telecamera e si impose proponendo un inedito fascino acqua e sapone in un momento in cui trucchi eccessivi e costumi pesanti andavano per la maggiore.

Forse lei è nata superstar ancora prima di diventarlo, e anche se i suoi film si dimostravano flop niente poteva toglierle i riflettori di dosso: Kareena è avida d’attenzioni, autentica divoratrice della telecamera. Sfuggita l’occasione di Kaho Naa Pyaar Hai, era inevitabile che prima o poi la tanto attesa coppia Kareena–Hrithik dovesse essere ripescata e proposta in un film. Se ne incaricò il regista Subash Ghai che li volle protagonisti del suo dramma familiare, Yadeein, discreto successo al botteghino ma acclamatissimo dalla critica, e che iniziò ad inquadrare Kareena come un’attrice già degna di competere con le veterane.

Il 2001 fu poi un anno ricco di sorprese. Nel sensazionale film epico Asoka, Kareena interpretò Kaurwaki, principessa fuggiasca di naturale verve e bellezza. Il successo internazionale di Kabhi Khushi Kabhie Gham le fece piovere addosso decine di nuovi contratti, ma non tutti i progetti portarono i risultati sperati. Stuzzicati da probabili guadagni, molti registi pensarono a lei solo per ruoli cloni a quello del memorabile personaggio di Pooja nel film di Karan Johar, e le sue perfomance cominciarono ad essere piatte e ripetitive. Film come Mujhse Dosti Karoge!, Jeena Sirf Mere Liye, Main Prem Ki Diwaani Hoon, e Khushi crollarono al box office uno dopo l’altro.

I suoi attriti con Bipasha Basu durante le riprese del thriller di Abbas-Mustan Ajnabee e le sue frequenti antipatie iniziarono a far versare sempre più inchiostro, e, per circa due anni, la mancanza di successi al botteghino continuò a compromettere seriamente la sua immagine. Più tardi Kareena si renderà famosa anche per una lunga lista di ruoli rifiutati: tra i “no” più clamorosi quelli pronunciati per il ruolo di Naina in Kal Ho Naa Ho (andato poi a Preity Zinta) e per quello di Lalita in Matrimoni e pregiudizi / Bride and Prejudice (portato avanti da Aishwarya Rai). Il periodo negativo finisce, e dal 2004 in poi Kareena reinventa se stessa attraverso progetti nuovissimi e inaspettati. Capace di spaziare dalla commedia (Hulchul, girato da Priyadarshan) al drammatico (ottima la performance in Omkara di Vishal Bhardwaj) al noir (il thriller commerciale Fida) passando per un difficile e azzardato film di nicchia, e sto parlando del suggestivo Chameli di Sudhir Mishra. Piovono conferme e lodi: privata dell’elastico che le legava le caviglie a soli ruoli da liceale viziata, Kareena dà prova di essere un’attrice matura e versatile.
La tanto chiacchierata love story con il suo compagno di scena Shahid Kapoor si spezza poco prima del lancio del film di successo Jab we met. Contemporaneamente lei esce allo scoperto con la nuova fiamma, l’attore Saif Ali Khan, dal quale si fa consegnare la sua prima statuetta come Miglior Attrice Protagonista ai Filmfare Awards del 2007, vinta proprio grazie alla sua performance nel film di Imtiaz Ali che la vedeva a fianco del suo ex.

Trasformata da una dieta ferrea la ragazza rinuncia alle sue curve generose; dicendo addio alla morbida e avvenente Kareena dell’item song "Yeh Mera Dil" (Don) incontriamo la magrissima Kareena di Tashan. I giornali la assalgono e non digeriscono la sua improvvisa “Size Zero” avanzando le ipotesi di anoressia. L’attrice non sembra curarsi troppo dei gossip né delle indiscrezioni, e il suo volto continua a tappezzare gran parte delle prime pagine delle riviste in uscita in edicola. Più in carne e sempre bellissima, oggi Kareena è un’autentica icona fashion oltre che una delle attrici più pagate e richieste del momento.
Il 2009 si è rivelato un anno impegnatissimo e diviso tra alti e bassi. La sua eccellente performance in Kurbaan avrebbe dovuto regalarle maggiori riconoscimenti, ma così non è stato. Il film stesso avrebbe dovuto catturare maggiore attenzione, e invece ha naufragato ponendo la Dharma Production di Karan Johar davanti ad un primo vero flop (purtroppo lo stesso avverrà nel 2010, e sempre con un film interpretato da Kareena, We Are Family, remake dell'americano Stepmom). Neanche l'interessante Main Aurr Mrs. Khanna è riuscito a sfondare, messo all'angolo dalla piatta commedia All The Best, vincitrice della sfida di Diwali. Se l'attrice ha potuto riprendere fiato e consolarsi è stato grazie all'esplosione del film 3 Idiots: sulla scia del travolgente successo di Rajkumar Hirani, Kareena ha finalmente chiuso in bellezza un anno iniziato nel peggiore dei modi che le ha portato solo immeritati cattivi esiti. Fresca, distratta, autoironica e struccata, Pia è un personaggio irresistibile, la sua spontaneità e bravura sono riuscite a tenere testa anche al perfezionista Aamir Khan che ha manifestato in più di un'occasione il suo interesse a lavorare nuovamente con lei.

Dopo una genesi alquanto burrascosa la scorsa estate è stato distribuito Milenge Milenge, film di Satish Kaushik ispirato all'hollywoodiano Serendipity, nel limbo per anni e congelato dopo la rottura del fidanzamento tra Kareena e Shahid Kapoor. Milenge Milenge, impolverato e di qualità scadente, rinnegato dagli stessi attori (che hanno preferito non muovere un dito per pubblicizzarlo),  è crollato senza alcuna possibilità di salvezza. Il peperoncino Kapoor non perde certo tempo a piangere per le delusioni: ha al suo fianco l'affascinante compagno Saif Ali Khan (con il quale sta girando in Europa Agent Vinod) e in cantiere una manciata di progetti interessanti, tra cui il ruolo da protagonista nel prossimo film con Shahrukh Khan, Ra.One, mentre la commedia Golmaal 3 sta incassando alla grande...
Bebo non perde la calma in nessuna situazione e risorge anche dalle amarezze più sgradevoli. Il pubblico continuerà ad adorarla o la criticherà. L'unica certezza è che non smetteremo, sempre e comunque, di sentir parlare di lei.


BEGINNER'S GUIDE TO KAREENA: qualche canzone dai suoi film

- "Zoobi Doobi" - (3 Idiots)
- "Bole Chudiyan" - (Kabhi Khushi Kabhie Gham)
- "Bhaage re mann" - (Chameli)
- "Yeh Ishq Hai" - (Jab we met)
- "Naina Thag Lenge" - (Omkara)
- "Chaliya" - (Tashan)
- "Yeh Mera Dil" - (Don)
- "San Sanana" - (Asoka)


FILMOGRAFIA COMPLETA:


16 giugno 2009

MEENA KUMARI




Mahajabeen Bano debuttò ancora bambina come Baby Meena per trasformarsi, negli anni a venire, in una splendida attrice dotata di grazia, bellezza, tecnica ed espressione. Scelta da Vijay Bhatt come protagonista del suo nuovo film, Baiju Bawra, cambiò presto il nome in Meena Kumari.

Iniziò a recitare precocemente per risolvere i problemi economici della famiglia. Poetessa ed eccellente ballerina, perfetta fusione di bellezza e talento, dalla voce enigmatica e dai lineamenti delicati, Meena trafisse con una lancia il cuore degli spettatori, sempre più abituati a ricercare nelle attrici non solo la perfezione fisica ma anche la completezza artistica e un fascino senza freni. La malinconia racchiusa nei suoi occhi e la tristezza misteriosa che regalò a molti dei suoi personaggi le fecero attribuire il titolo di "Tragedy Queen" del cinema indiano. La voce sofferta e la sua impenetrabilità l’hanno trasformata in un affascinante enigma ancora insoluto.

Ma chi era veramente Meena Kumari?

Difficile trovare informazioni sufficienti sulla sua vita. Vittima di una tragica dipendenza dall’alcolismo, iniziò lentamente la sua autodistruzione. Così come Chote Bahu, in Sahib Bibi Aur Ghulam, l’attrice seguì passo passo il destino del suo personaggio arrivando a fondere la vita privata con la finzione cinematografica. Sposò il regista Kamal Amrohi, che la diresse nel capolavoro Pakeezah, dal quale divorziò nel 1964.

Appassionata di poesia e ottima scrittrice, raccolse vari componimenti che furono pubblicati da Gulzar dopo la sua morte, avvenuta nel 1972 contemporaneamente all’uscita nelle sale di Pakeezah, il suo film migliore, che Meena continuò a girare nell’arco di quattordici anni.

Incantevole la sua special appearance in Do Bigha Zamin di Bimal Roy, in veste di una dolcissima madre che addormenta la sua piccola, mentre la protagonista, Nirupa Roy, resta fuori dalla porta incantata ad ascoltare. Ma la svolta più importante nella sua carriera fu Parineeta, l’evocativo ritratto di una donna dalle forti passioni, dolcemente drammatica, candidamente erotica.


Seppur coinvolta in alcune pellicole leggere e divertenti, il suo nome resta irrimediabilmente legato all’intensità drammatica dei suoi ruoli più famosi: la donna fedele e ferma nei suoi principi (Mein Chup Ke Rahungi, Sharada, Kaajal), l’angelica presenza che redime un bandito dai suoi crimini (Phool Aur Patthar), la madre dalle virtù gloriose (Ek Raasta, Mere Apne), la vittima della società, fisicamente e mentalmente devastata (Sahib Bibi Aur Ghulam, Ardhangini), la cortigiana che sogna l’amore (Chitralekha, Pakeezah), eccetera.

Nell'opposizione continua tra bellezza angelica, nostalgia e dolore, Meena Kumari è in grado di risvegliare sensazioni sempre contrastanti. E’ incantevole, perfetta, quasi mistica. La sua presenza è abbagliante, totale e stupisce scatenando emozioni forti (malgrado il suo aspetto così fragile) lasciando addosso una graffiante malinconia.

BEGINNER'S GUIDE TO MEENA KUMARI

- Chalte Chalte (Pakeezah)
- Dil Mein Baiji Pyar Ki (Kohinoor)
- Chaa Gaye Baadal Neel Gagan Par (Chitralekha)
- Ajeeb Daastan Hai (Dil Apna Aur Preet Parai)
- Piya Aiso Jiya Mein (Sahib Bibi Aur Ghulam)
- Mohe Bhool Gaya Saawarya (Baiju Bawra)

FILMOGRAFIA:

- PAKEEZAH (1972)
- GOMTI KE KINARE (1972)
- DUSHMUN (1971)
- MERE APNE (1971)
- JAWAB (1970)
- SAAT PHERE (1970)
- ABHILASHA (1968)
- BAHRON KI MANZIL (1968)
- BAHU BEGHUM (1967)
- CHANDAN KA PALNA (1967)
- MAJILI DIDI (1967)
- NOORJEHAN (1967)
- PHOOL AUR PATTHAR (1966)
- PINJRE KE PANCHI (1966)
- BHEEGI RAT (1965)
- JADUI ANGHOTI (1965)
- KAAJAL (1965)
- PURNIMA (1965)
- MAAIN BHI LADKI HOON (1964)
- BENAZIR (1964)
- CHITRALEKHA (1964)
- GAZAL (1964)
- SANJH AUR SAVERA (1964)
- AKELI MAT JAIYO (1964)
- DIL EK MANDIR (1963)
- KINARE KINARE (1963)
- AARTI (1962)
- MAIN CHUP RAHUNGI (1962)
- SAHIB BIBI AUR GHULAM (1962)
- BABI KI CHUDIYAN (1961)
- PYAAR KA SAAGAR (1961)
- ZINDAGI AUR KHWAB (1961)
- BAHAANA (1960)
- DIL APNA AUR PREET PARAI (1960)
- KOHINOOR (1960)
- ARDANGHINI (1960)
- CHAND (1959)
- CHAR DIL CHAR RAAHEIN (1959)
- CHIRAG KAHAAN ROSHNI KAHAN (1959)
- JAGIR (1959)
- MADHU (1959)
- SATTA BAZAR (1959)
- SHARARAT (1959)
- FARISHTA (1958)
- SAHARA (1958)
- SAVEERA (1958)
- YAHUDI (1958)
- MISS MARY (1957)
- SHARADA (1957)
- BHANDAN (1956)
- EK HI RASTA (1956)
- HALAKU (1956)
- MEM SAHIB (1956)
- NAYA ANDAZ (1956)
- SHATRANJ (1956)
- ADIL E JANGHIR (1955)
- AZAAD (1955)
- BANDISH (1955)
- RUKHSANA (1955)
- BAADBAN (1954)
- CHANDNI CHOWK (1954)
- ILZAM (1954)
- DAERA (1953)
- DAANA PAANI (1953)
- DO BIGHA ZAMIN (1953)
- FOOTPATH (1953)
- NAULAKA HAAR (1953)
- PARINEETA (1953) leggi la recensione
- ALADIN AUR JADUI CHIRAG (1952)
- BAIJU BAWRA (1952)

Tra i film che girò da bambina: Leatherface (1939) e Pooja (1940).